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1994 Riflessioni di una Notte fra la Domenica e il Lunedí: Computer Generated

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The composition is a modification of the composer's voice on the follwoing text:

A volte ho corso dietro alla morte, e mi sono attirato addosso la rovina con le opere delle mie stesse mani. Ho avuto paura della brevità di questo nostro tempo, a cui non potremo porre rimedio quando saremo giunti alla fine.  Ma non è la cenere di cui si ridurrà il nostro corpo che mi spaventa. No. E' giusto che la nostra vita passi come una nube di un temporale estivo. Ma anche il nostro spirito si dissiperà così? Dio che terrore. E' vero che saremo come se non fossimo mai stati?  Il nostro nome dimenticato nel tempo e le nostre opere perse nel nulla? Che ne rimarrà dei nostri sguardi di quando eravamo giovani, e dei frutti della nostra bella stagione?

Sei stata tu, Giovane donna, sei stata tu, anche se inconsapevole e senza colpa che mi hai reso stanco e confuso. Stanco in questa notte ancora giovane e lunga da passare, in cui mi tormenti con le tue immagini che mi appaiono senza sosta. Confuso. Si, confuso dalla paura che anche il nostro spirito si dissiperà nel nulla?  Ma allora dimmi, che cosa ne rimarrà di questa contentezza nell'amarti spiritualmente...e se niente ne dovesse rimanere...è questo il motivo per cui la mia mente grida la sua solitudine, ed allora cerca un attimo della tua presenza?

Se niente resterà Dio, fa che io muoia ora di morte, rigetta la mia sapienza, vana le mie speranze, rendi infruttuose le mie fatiche, e che il vento sradichi le mie radici, e con tutti i rami, gettali nelle immondizie.

 

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